Presentazione del volume “Vittorio Cini. L’ultimo doge””
Lunedì 4 luglio 2022, ore 19.00
La presentazione del volume omonimo, al quale si ispira la mostra il cui catalogo è inserito nel volume stesso, Vittorio Cini. L’ultimo Doge, di Anna Guglielmi Avati (nipote del “nonno” Vittorio Cini), con la prefazione di Giordano Bruno Guerri si tiene lunedì 4 luglio, alle ore 19.00 nella libreria Battage in via dei Coronari 44/A a Roma.
«Lei non può continuare, come ha fatto negli ultimi tre anni, a lasciarsi sorprendere dagli eventi! Siamo poveri e allo sbando! Faccia cessare quest’inutile guerra al fianco di Hitler!». Sono le parole rivolte a Mussolini da Vittorio Cini, ministro delle Comunicazioni, nel corso del Consiglio dei Ministri del 19 giugno del 1943. Per questa sua presa di posizione, dopo l’8 settembre venne arrestato dai Tedeschi e deportato nel campo di concentramento di Dachau. È lui, l’ultimo Doge di Venezia, come lo definì Indro Montanelli, il protagonista del volume di Anna Guglielmi Avati e della mostra che ne consegue.
Il libro nasce dal desiderio di mettere nella giusta luce la figura di Vittorio Cini, grande imprenditore e immenso mecenate del Novecento – dichiara Lorenzo Zichichi, presidente de “Il Cigno GG Edizioni” -. La volontà di Francesco Avati di dare alle stampe l’inedito lavoro della moglie Anna, nipote di Cini, mi ha spinto a costruire attorno a questa pubblicazione un omaggio alla figura di questo straordinario personaggio. Tre città sono legate al suo operato: Ferrara dove nacque, Roma dove realizzò l’Eur, Venezia dove trascorse buona parte della sua vita. Se l’arte contemporanea raccoglie ottimi artisti attorno alla figura di Cini significa che il suo nome ispira creatività, e quindi ravviva la memoria di ciò che lui fece per il nostro Paese”.
Nei miei studi sul fascismo – scrive Giordano Bruno Guerri – ho incontrato spesso Vittorio Cini, che fascista non era. Come ebbe a dire un suo collega senatore e industriale, Giovanni Agnelli, chi è responsabile di una grande azienda deve sempre stare con il partito al governo. Appoggiò il regime per lo sviluppo e la modernizzazione che dava al Paese, e Mussolini sfruttò le sue capacità imprenditoriali affidandogli la cura di una delle imprese più ambiziose, la costruzione dell’Eur-42 e facendolo nominare conte dal re. Ma Cini guardò sempre al duce con occhi disincantati e fu tra i primi a capire – durante la guerra – che di lui occorreva liberarsi al più presto.
L’introduzione di Giordano Bruno Guerri al volume – prosegue Zichichi – è un’indagine analitica dei rapporti fra Cini e il Fascismo. Le Monde, in un recente articolo sulla mostra del patrimonio artistico di Cini a Aix-en-Provence, la descrive come la “collection d’un des piliers du fascisme italien” (la collezione di uno dei pilastri del fascismo italiano, ndr)! È quindi quanto mai opportuno ristabilire la verità. Guerri e le pagine della Guglielmi Avati lo fanno in maniera esaustiva.
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RASSEGNA STAMPA
Un omaggio a «Vittorio Cini, l’ultimo doge»
Vittorio Cini. L’ultimo Doge – Mostre – Oggi Roma, 9 giugno 2022
Vittorio Cini. L’ultimo Doge: in mostra le opere di 27 artisti (in occasione dell’uscita del volume di Anna Guglielmi Avati) sull’imprenditore e mecenate del Novecento – News Artinworld.com
