Dalla Sala del Consiglio alla odierna sala Cini
Costruita nel XVII secolo, la Sala del Consiglio fa parte di un corpo di fabbrica minore
aggiunto nel retro dell’edifico della Scuola di San Fantin, oggi Ateneo Veneto. Ribattezzata
al tempo della sua realizzazione Sagrestia nuova, poiché sostituì quella vecchia, venne ornata di splendidi dipinti tra il 1667 e il 1695. L’allestimento pittorico nella Sagrestia nuova ebbe inizio subito dopo la fine dei lavori murari. Adibito a decorare la sala, fu il famoso ciclo delle Storie Mariane, attribuito a Paolo
Veronese e alla sua scuola del 1576, localizzato fino ad allora nell’abbandonata Sa-
grestia vecchia. Oggi il ciclo pittorico è collocato nella Sala di Lettura dell’Ateneo Veneto.
Nel corso del tempo la Sala del Consiglio subì varie trasformazioni e spostamenti delle opere ivi collocate. Attualmente nella sala rimangono soltanto, nella loro collocazione originale, la tela del soffitto rappresentante San Girolamo e la Vergine Assunta, di
Francesco Fontebasso; due figure di profeta di Jacopo Palma il Giovane e il ritratto
di Gian Pietro Pellegrini di Alessandro Longhi. Nella primavera del 2012 si diede l’avvio a un profondo intervento di restauro e risanamento della Sala, sostenuto con un generoso atto di evergetismo dal socio Giovanni Alliata di Montereale, il quale in ricorrenza del 35° anno della morte del nonno Vittorio Cini decise, in sua memoria, di finanziare in proprio gli interventi. Nell’ambito di queste iniziative la Sala del Consiglio è stata completamente restaurata, deumidificata con un sistema innovativo di conservazione e completata negli arredi. Sabato 19 ottobre 2013 la Sala così rinnovata è stata ufficialmente intitolata a Vittorio
Cini, socio dell’Ateneo Veneto dal 1936 al 1977.