“Lo specchio del gusto” Vittorio Cini e il collezionismo d’arte antica nel Novecento

Martedì 14 novembre 2017 - ore 9.30 / 18.30


Giornata di studio

    9.30
    SALUTI
  • Giovanni Bazoli
    Presidente della Fondazione Giorgio Cini
  • Luca Massimo Barbero
    Direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini
    10.00
    VITTORIO CINI COLLEZIONISTA
  • Presiede Andrea De Marchi

  • Alvar González-Palacios
    Un ritratto di Vittorio Cini
  • Maurizio Reberschak
    Vittorio Cini, uomo del “secolo breve”
  • Stefano Bruzzese
    Per Vittorio Cini collezionista: il rapporto con Bernard Berenson
    11.30 – 12.00
  • Antonella Chiodo
    Due ferraresi a Venezia. Vittorio Cini, Nino Barbantini e la loro idea di collezione
  • Mauro Natale
    Vittorio Cini e Federico Zeri
    14.30
  • Presiede Mauro Natale

  • Andrea De Marchi
    Vittorio Cini collezionista di primitivi tra Bernard Berenson e Federico Zeri
    15.00
    IL COLLEZIONISMO AL TEMPO DI VITTORIO CINI
  • Andrea Bardelli
    Guido Cagnola (1861-1954) collezionista per natura, umanista per vocazione
  • Annamaria Bava
    La collezione d’arte antica di Riccardo Gualino (1879-1964) alla Galleria Sabauda
    16.00 – 16.30
  • Bozena Anna Kowalczyk
    Aldo Crespi (1885-1978) collezionista. L’intervista alla figlia Giulia Maria
  • Anna Orlando
    Angelo Costa (1901-1976) e la riscoperta del Barocco genovese negli anni di Vittorio Cini

«La collezione Cini è la più importante collezione fatta in Italia negli ultimi cinquant’anni. […]». Così esordiva il grande storico dell’arte Federico Zeri – già consulente del conte Cini – nel 1984, celebrando uno dei maggiori collezionisti italiani della prima metà del Novecento. Nello stesso anno veniva allestita, in quella che era stata la dimora veneziana di Vittorio Cini, l’esposizione permanente di un nucleo di pregio della sua raccolta, donato nel 1981 dalla figlia Yana Cini Alliata di Montereale. Il monumento al suo mecenatismo restava comunque il castello di Monselice, dove una parte delle sue collezioni, come la celebre armeria, era stata ordinata dalla geniale personalità di Nino Barbantini. A quarant’anni dalla scomparsa, la Fondazione Giorgio Cini intende celebrare il suo Fondatore proprio per l’intensa attività d’illuminato collezionista di opere d’arte antiche, tra i maggiori del secolo scorso. Le celebrazioni comprenderanno una giornata di studio, il 14 novembre, incentrata sulla figura di quello che Zeri definì ‘l’ultimo doge’ di Venezia. L’incontro prevede nella mattinata interventi che toccheranno vari aspetti della sua personalità di collezionista, concentrandosi in particolare sulle figure di storici dell’arte e antiquari che gli furono amichevoli collaboratori e consulenti, come Nino Barbantini, Federico Zeri, Bernard Berenson. Nel pomeriggio altre relazioni illustreranno invece gli elementi di contiguità e le differenze di Vittorio Cini rispetto ad altri collezionisti a lui contemporanei del calibro di Angelo Costa, Riccardo Gualino, Guido Cagnola e Aldo Crespi.